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18. June 2017.

Transnistria – tutto ciò che resta oggi dell’Unione Sovietica?

La Transnistria (anche PMR – Repubblica Moldava di Pridniestrov, nome da loro preferito), è uno stato de facto al confine tra Moldavia e Ucraina.

Il motivo per cui è uno stato de facto e la maggior parte di voi non ne hanno mai sentito parlare, è che che questo luogo si è unilateralmente dichiarato indipendente nel settembre del 1990 ma non è mai stato riconosciuto come paese dalle Nazione Unite. Per questo motivo, la regione fa ufficialmente parte della Moldavia.

Per quanto non ufficiale, visitando la zona si ha l’impressione di essere in un paese a tutti gli effetti: sono presenti le dogane sia al confine con la Moldavia che con l’Ucraina, hanno una loro bandiera, una loro valuta (il rublo transnistriano), una loro lingua (principalmente il russo), un loro governo, ecc.

La capitale della Transnistria, che rappresenta anche la seconda città piu’ importante della stessa Moldavia, è Tiraspol. A Tiraspol abitano circa 160000 persone, a fronte dei 500000 transnistriani totali. La seconda città piu’ importante del paese è Bender, “famosa” per la sua fortezza (già, purtroppo nulla ha a che vedere con Futurama).

Per via di questa particolare situazione, caso unico in Europa, la zona di tanto in tanto viene citata in alcuni libri, dai giornali e persino in televisione, anche per questioni di povertà e di diritti umani.

A tal proposito, alcuni di voi forse ricorderanno un servizio delle Iene (quantomeno dubbio) di circa 20 anni fa, che descriveva questa terra come un posto dove procurarsi armi di contrabbando con estrema facilità (l’inviato sosteneva di aver terminato a buon fine l’acquisto di diverse pistole, a prezzi modici). Visitando il paese non è ovviamente possibile avere una percezione sul fatto che ciò sia vero o meno. Inoltre, essendo passati 20 anni, molte cose potrebbero essere cambiate. Ad ogni modo, alcune cose sul servizio non tornavano, come per esempio la scelta di un interprete moldavo da portare in una zona dove si parla russo e dove per di piu’ i moldavi non sono ben visti dalle autorità.

Leggendo su internet si trovano comunqe informazioni discortanti sul paese. Un aspetto particolarmente interessante è quello dell’accesso: chi può entrare? E a fronte di quali rischi?

La maggior parte dei siti riportano informazioni che io non ho assolutamente avuto modo di riscontrare: entrare nel paese è complicato e le guardie sono corrotte e ti chiederanno di pagare cifre piu’ o meno elevate (sulla base della tua nazionalità e di quanto sembri ricco). Ci sono poi storie ancora piu’ assurde di gente arrestata e trattenuta senza motivo o addirittura accusata di omicidio. L’obiettivo sarebbe sempre quello di estorcere denaro ai malcapitati, rari (e a questo punto pazzi) turisti che si recano in Transinistra. Anche in questo caso, la situazione potrebbe essere cambiata con il passare degli anni, ma quello che posso dire io è che nulla di tutto ciò sia vero.

Del resto ancora oggi la Farnesina sconsiglia vivamente di recarsi in Transnistria. L’unica motivazione sensata è il fatto di non avere alcuna autorità nel luogo (non sono ovviamente disponibili rapporti diplomatici). Ma per il resto, non c’è motivo di avere paura di nulla, ed il posto è molto piu’ sicuro di tanti altri in Europa!

L’ingresso nel paese è stato infatti agevole e professionale, come in qualsiasi altra dogana del mondo. Gli addetti verificano la tua prenotazione alberghiera, e ti permettono di rimanere nel paese solo se hai dove stare a dormire, potenzialmente fino a 3 mesi. In caso di mancata prenotazione, il permesso viene concesso per la sola giornata di accesso.

Ovviamente il timbro di ingresso viene apposto su un apposito fogliettino e non sul passaporto (il paese non è ufficialmente riconosciuto ed il passaporto potrebbe altrimenti essere invalidato in seguito!).

E dopo essere entrati, come appare la Transnistria?

Un aspetto interessante è quello della militarizzazione. Essendo una zona contesa e quindi teoricamente instabile, ciò che si legge su internet circa militari e polizia ovunque potrebbe effettivamente anche avere senso! In realtà, salvo qualche rarissimo posto di blocco, non è presente nulla di tutto ciò.

Documentandosi si potrebbe pensare di vedere carri armati ovunque, ma non è così. Ne ho visti un paio ma erano solo commemorativi! Ecco, questo si può dire: l’eredità della recente guerra ha certamente lasciato il segno da questo punto di vista e sono presenti vari monumenti e ricorrenze che fanno riferimento alla guerra e all’indipendenza.

Un’altra particolarità della Transnistria è che a quanto pare il paese è in gran parte posseduto dalla famiglia (e azienda) Sheriff. Girando per Tiraspol è facile notare le stazioni di servizio (benzina) ma anche centri commerciali ed altre attività. E’ facile immaginare che questa situazione abbia delle forti ripercussioni anche sul piano politico e di governo del paese, che di sicuro non rappresenta un esempio di libertà.

Manco a dirlo, la zona è estremamente povera. Tuttavia, l’impressione è che la situazione sia paradossalmente leggermente migliore rispetto a quella dei genitori moldavi. Chiedendo in giro è emerso qualcosa come 300 euro di stipendio medio in Transnistria a fronte di 200 in Moldavia. Ovviamente queste “statistiche” sono da prendere a dir poco con le pinze.

Ma allora è vero che la Transnistria è ciò che resta oggi dell’Unione Sovietica?

Rispetto a quanto uno potrebbe immaginare, purtroppo di Unione Sovietica c’è poco.

Nonostante si parli russo e gli abitanti siano russofili (anche questo da dimostrare perchè qualcuno desidera solo essere riconosciuto come indipendente e basta, senza avere interessi di annessione alla Russia), le dimensioni sono troppo modeste per poter vedere i tipici palazzoni sovietici. Guardandosi attorno, non si ha quindi davvero l’impressione di essere tornati indietro nel tempo.

E’ pur vero che macchine vecchie e tipiche ce ne sono parecchie. Ma quando poi prendi il taxi (pagandolo 1 euro) ed il tassista ascolta Katy Perry, ti rendi conto che oggi forse tra globalizzazione e internet, è troppo tardi per poter mantenere quel tipo di identità culturale ormai perduta.

Quello che apprendiamo da questo punto di vista è quindi che al di là di pochi autori semi sconosciuti, i transnistriani si riconoscono per un piatto tipico di carne (che alla fine è un semplice spiedino) e un Wiskey (e chi l’avrebbe mai detto?) che nulla ha ovviamente a che vedere con la tanto famosa Vodka dei cugini maggiori.

Per quanto riguarda la vita delle persone, non mancano nemmeno qui certi paradossi sociali: la gente, come visto, non naviga nell’oro, eppure se il sabato sera vai per locali, questi sono pieni di gente tutta in tiro, ed uscire non è proprio economico. Per entrare nel locale abbiamo pagato 3 euro, poi per bere si doveva pagare mediamente 6. Non così poco per un paese così povero e dimenticato da tutti, no? Poi noi ci abbiamo messo del nostro, finendo i rubli transnistriani e dovendo pagare in lei moldavi. Non c’è problema, basta fare un cambio fantasioso. E così il cocktail ce lo siamo pagato 9 euro, tornando in perfetto standard italiano. E’ stato divertente.

Una questione che non ho capito bene è quella del passaporto di questa gente, qualcuno ci diceva di “non avere passaporto”. Ho però potuto constatare che chi vuole viaggiare all’estero può farlo (e qualcuno, manco a dirlo, è stato anche in Italia).

C’è infine da chiedersi quanto potrà ancora durare una situazione del genere in piena Europa. Difficile dirlo, forse ancora a lungo, o forse tra 5 anni la zona verrà annessa alla Russia (che non sembra interessata) o all’Ucraina (bah?).

Ma per tentare di vivere un’esperienza ancora un minimo genuina, prima che Katy Perry continui la sua invasione, conviene sicuramente affrettarsi. E allora, il modo piu’ semplice è quello di volare a Chisinau, capitale della Moldavia e poi prendere uno dei tanti mini bus per Tiraspol, per pochi euro.

In alternativa, si può andare anche da Odessa, in Ucraina. Quest’ultima è in verità collegata molto peggio. “Ci sono bus a tutte le ore” ci avevano detto, e invece non è stato affatto così. E allora abbiamo preso un taxi fino al confine per 10 euro, attraversato la dogana a piedi, e proseguito dopo con i mini bus (che sì, a quel punto sono frequenti). Una bella esperienza, con un tassista simpatico e chiacchierone, con cui comunicavamo inspiegabilmente con un mix tra russo, ucraino, polacco e serbo.

Ma alla fine, perchè visitare un posto del genere? Questa è una bellissima domanda, che ci veniva fatta anche dalle persone locali quando ne avevano occasione. Che ci sarà mai da vedere lì? Effettivamente poco. Da quando 6-7 anni fa ho scoperto dell’esistenza della Transnistria, ho sempre avuto la curiosità di capire che cosa ci fosse. Ci sono voluti un po’ di anni prima che ci fosse occasione (e per passare le solite stupide paure che ti fanno venire certe cose lette su internet e prive di senso) e tutto sommato ne è valsa la pena. Come si diceva prima, è un’opportunità che potrebbe non durare ancora a lungo (e già quando è scoppiata la crisi tra Russia e Ucraina pensavo infatti che fosse troppo tardi).

E poi visitare luoghi e apprendere da culture nuove è sempre un piacere. Del resto tutte queste informazioni un conto è vederle con i propri occhi, un conto è leggerle in questo post, no?

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